zibba1-e1382701151105Zibba, cantautore e produttore artistico /artista Targa Tenco 2012, debutta con il suo primo libro “Me l’ha detto Frank Zappa” ed uno spettacolo teatrale che parte dallo Zelig di Milano.

Zibba parla con Sandro Lentini di ‘E sottolineo Se’ (omaggio a Giorgio Calabrese), di sogni, sudore e non di stupirsi della vita…

Se Zibba potesse raccontarsi e raccontare la sua lunga carriera, cosa direbbe?

Questa è sempre una domanda difficile. Raccontarsi è complicato, è un po’ come mettersi allo specchio e non sempre è una cosa positiva. Spero esce un sacco di roba, viene fuori merda e poi ci devi fare i conti. Posso dirti che sono una persona buona, che pensa agli altri, che pensa al mondo.

Sembra banale ma non lo è. Ogni mio gesto o pensiero nasce in me mosso da passione e si trasforma nel confronto con l’ambiente circostante prendendo forme e colori spesso inaspettati alla nascita.

La musica è una grande malattia dalla quale non voglio guarire e ciò che posso dire della mia carriera è che non è mai abbastanza. Ho fame, sempre. Di comunicare, di crescere, di incontrare gente e portare amore dove posso. E vado avanti.zibba4C’è stato un momento in cui hai capito che, il tuo lavoro avrebbe fatto rima con sogno e passione?

Sicuramente è una scelta. Un giorno mi sono svegliato e ho sentito che avrei fatto solo questo. Ma sceglierlo consapevolmente è molto importante, perchè fare questo lavoro implica sforzi e cura come qualunque altra professione.

Non c’è molto tempo per fare l’artista, o almeno non come si pensa. Non passo ore alla feste di colleghi cantanti o attori a bere stronzate e mangiare tartine. Mi alzo presto, mi faccio un gran culo e quello che ne esce è il frutto del sudore, se pur metaforico, di un gruppo di persone che ci credono con me.

E non per forza che credono in quello che dico nelle canzoni o in me come artista. Basta credere. Avere fede, nel senso di fiducia, in qualcosa. Nella vita stessa forse. Nelle persone.

Musica, teatro, scrittore. Da quante ore è formata normalmente la tua giornata?

Giuro che ho anche il tempo di annoiarmi. E non mi piace. La cosa che odio di più e questa. La noia. Allora riempio le mie giornate di centinaia di progetti piccoli e decine di progetti grandi che mi aiutano a stare sveglio, vivo e curioso.

La vita senza aver nulla da fare è tremenda. E l’errore più grande è non darsi modo di esprimersi. Per cui metto tutto insieme, senza preoccuparmi di cosa diranno di me. Adoro stare in mezzo alle persone, adoro lavorare a qualcosa che renderà la mia giornata o quella di qualcun’altro magari meno noiosa e apatica. E questo mi piace tanto.
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Parliamo di “ME L’HA DETTO FRANK ZAPPA”?

Un paio di amici hanno aperto la piccola etichetta digitale che si chiama Matislko. Mi hanno proposto di uscire per loro con un libro di poesie, ma come poeta sono una chiavica (almeno secondo me).

Così ho proposto loro questi dialoghi nonsense che scrivo quando sono particolarmente ispirato dall’oblio. Sono piaciuti e immediatamente abbiamo sentito l’editore Zona per capire se avrebbero accettato di stamparne una versione cartacea.

A me non sembra nemmeno vero che qualcuno volesse pubblicarmi, quindi mi sento un privilegiato e ringrazio enormemente tutti coloro che lo hanno permesso.

Lo spettacolo teatrale, con la regia di Sergio Sgrilli che debutta domenica 8 dicembre nientemeno che allo Zelig di Milano. Come ti è venuto in mente?

Una sera di un paio di inverni fa ero stato invitato da Luca Trambusti in un club milanese per un’intervista concerto. Stavo recitando in un musical in quel periodo, e mi sono portato dietro un amico attore, Alberto Onofrietti, a leggere alcune mie cose tra un brano e l’altro, tra le quali anche un paio di questi dialoghi che poi sono andati a comporre il libro.

Ci è piaciuto, lo abbiamo rifatto un paio di volte raffinando il tutto e invitando un altro amico, Fabrizio Martorelli, a completare il quadro e poi nel momento in cui si è presentata l’occasione dell’uscita del libro abbiamo pensato di proporlo allo Zelig che ha preso bene l’idea e ci ha piazzati in calendario.

Poi nei mesi scorsi ho avuto modo di conoscere Sergio Sgrilli, persona meravigliosa, che si è offerto di dirigere questo spettacolo con me. E questa è una di quelle magie che capitano poche volte nella vita. Lo ringrazio, come ringrazio Alberto e Fabrizio e i ragazzi dell’accademia Albertina di Torino che stanno curando la scenografia dello spettacolo.

Se Zibba non fosse riuscito a fare l’artista a 360 gradi, cosa avrebbe fatto?

Un cosa qualunque che non avesse intralciato la mia voglia di sorridere ogni giorno per qualcosa. Non importa ciò che facciamo, si sa. Importa chi siamo e come pensiamo di noi. Quanto ci vogliamo bene.

Vent’anni di lavoro a scrivere musica. Quale di questi testi ti ha dato maggiori soddisfazioni?

La canzone scritta per Cristiano De Andrè è una delle più belle secondo me. Per come è nata, per dove è andata e per le cose che dice. Ma sono affezionato a tutte le cose che scrivo, senza morbosi attaccamenti particolari. Raccontano tutte qualcosa che mi è passato attraverso.

Con quale artista del passato avresti voluto avere una collaborazione artistica?

Con Totò, anche solo caffè insieme mi sarebbe bastato.

Parliamo di “E SOTTOLINEO SE” omaggio a Giorgio Calabrese. Cosa rappresenta per te?

Un importante capitolo di questo percorso che mi ha dato modo di fare tantissime cose belle. Omaggiare Giorgio, cantare brani meravigliosi, riscoprire una serenità di band che non c’era da tempo (forse da mai) e capire alcune cose del mondo cantautorale che mi erano sfuggite.

Devo ringraziare Giorgio Calabrese, non solo per quello che ha scritto, ma per aver affermato che mi vuole bene. Perchè gliene voglio anche io e questo è un grande traguardo. Volersi bene. Per questo vale la pena di fare qualunque cosa facciamo.

Quali sono ora i tuoi prossimi obiettivi?

Diventare un buon padre, fare ancora tanti dischi sempre più belli e liberi e interessanti. E poi non smettere di sognare, far rumore e stupirmi della vita…

Di Sandro Lentini ©FAMEMAGAZINE.co.uk

Presentazione del libro:
14 Nov. @ Ubik, Savona. Intervento di MGZ
15 Nov. @ Feltrinelli, Genova. Intervento di MATTEO MONFORTE e FRANCESCA BARAGHINI
16 Nov. @ Libriria dello spettacolo, Milano. Intervento di SERGIO SGRILLI
17 Nov. @ Librieria Cibriario, Acqui Terme. Intevento di FABIO GARZERO
18 Nov. @ Feltrinelli, Torino. Intervento di BUNNA
Tutte le presentazioni saranno accompagnate da mini live acustico e performance live di Matteo Anselmo, che ha illustrato il libro.

Debutto dello spettacolo teatrale:
8 Dicembre 2013 – Zelig Cabaret – Milano
con Alberto Onofrietti e Fabrizio Martorelli. Regia di SERGIO SGRILLI

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