vandarapisardi1-2“Assabinirìca”, è il debut album da solista di Vanda Rapisardi, un viaggio tra la nuova e la vecchia Sicilia, in equilibrio tra tradizione e jazz.

La giovane e brava cantante siciliana ci parla del suo progetto musicale, un lavoro raffinato e particolarissimo in cui le composizioni originali, tutte in dialetto, s’intrecciano al recupero di famosi temi della tradizione siciliana, di antiche filastrocche e suggestive poesie che spesso, nonostante la distanza temporale, denunciano tematiche decisamente attuali.

Ci parli del tuo album “Assabinirìca”?

Partiamo anzitutto dal titolo. Letteralmente “che ti benedica”, un pò come in arabo “salam aleku”, è un antico saluto siciliano col quale si augura il bene all’altra persona.

Essendo il mio primo disco da solista, ho pensato bene ad una dose di scaramazia!

L’album consta di nove tracce, tra cui sia brani originali, che cantilene della saggeza popolare rivisitati in chiave jazz ed anche un brano in italiano di Domenico Modugno.vandarapisardi3Come ti è venuta l’idea per ‘Pasta Cu Li Sarde’?

“La pasta cu li sarde” è nata per caso.
 Stavo in Sicilia a casa dei miei, era una soleggiata mattina d’aprile…come quelle a cui siamo abituati. Avevo tra le mani la ricetta scritta a mano da mia nonna e seduta al pianoforte è nato il brano…così semplice e di getto

Sei brava a cucinare?

Adoro tutto ciò che è buon cibo e buon vino. Sono una sommelier e per di più figlia di chef.
 Appena ho del tempo libero lo impiego in cucina…o a cantare ovviamente!


Perchè la scelta di cantare in dialetto?

La scelta del dialetto è nata senza pensarci sù. Pur vivendo a Roma da dieci anni, non ho mai perso il mio accento e il mio legame con la Sicilia.

Da qualche parte dovevo cominciare ed ho inziato dalle mie origini. Infine mi sembrava un’idea originale quella del jazz in siciliano.

Quanto è importante far conoscere la cultura trapanese e quindi Siciliana a tutti?

Sono una accanita divulgatrice della tradizione siciliana…in tutti i suoi aspetti.

Sarà ovvio dirlo, ma mi piace ricordare che la storia della nostra isola è tra le più antiche ed importanti del Mediterraneo. Va quindi preservata, arricchita e ricordata in tutte le arti; ed io che sono una musicista non posso esimermi dal farlo.vandarapisardi2Come ti senti quando gente come Fiorello dichiara “Vanda Rapisardi è bravissima, una cantante eccezionale”?

Orgogliosa sicuramente. Poi nel caso specifico di Fiorello ancor di più.
 Fiore è sempre stato un idolo in casa Rapisardi…che abbia speso quelle “belle parole” sul mio conto non può che rendermi felice.
 
Com’è la salute del jazz in Italia? 

Sinceramante?…la vedo male.
 Solo una fetta molto ristretta di musicisti (indubbiamente bravi) è assiduamente presente sui cartelloni, mentre il resto cerca a fatica di barcamenarsi tra isterici gestori di locali e piccoli festival dove spesso si suona gratis.

Non so come si possa riuscire ad uscire da questa difficile situazione…

Che musica ascolti?

Quella che al mattino mi fa stare bene!
 Ascolto di tutto un pò, dal rock al jazz, al pop internazionale.

E poi tanta musica popolare sia italiana che no. L’ultimo disco che ho comprato è dei “The Mystery of Bulgarian voices”.

Come sei cambiata dai tempi di Stu Fungo cinese con la Positano Band del 2007?

Al tempo della Positano Band ero un’acerba corista. Oggi sono una consapevole cantautrice.
Di mezzo ci stanno sei anni di studio, di ricerca sulla mia vocalità e sulla scrittura.
 
Dove possiamo vederti in concerto?

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