USCITA17 ‘SOLO BUONE NOTIZIE’: “LA QUALITÀ PAGA SEMPRE E SOLO COSÌ PUOI AVERE UNA FAN BASE”

Uscita17_17 copiaGli Uscita17 – Federico Tacchia (voce/chitarra), Emanuele Tacchia (tastiere/synth), Gabriele Gavazzi (chitarra/cori), Luigi Leggio (basso/cori) e Carlo Moscatelli (batteria) – presentano l’album “Solo Buone Notizie“ (disponibile ora nei negozi e nei principali digital store su etichetta OneMore Lab).

“In Faccia A Nessuno” è il primo singolo estratto dall’album…“È un disco a cui teniamo molto, perché frutto di un lavoro complesso e impegnativo – spiega la band – che però ci ha permesso di conoscere e collaborare con musicisti di caratura nazionale che si sono, inoltre, rivelate fantastiche persone (Pier, Ale e tutti i Velvet).”

“Il singolo è un racconto di un ignavo, una categoria di persone che non amiamo perché, in un momento storico difficile come quello odierno, il non-decidere è sicuramente più grave del decidere in maniera sbagliata.”

Potete parlare di “Solo Buone Notizie”?

Solo Buone Notizie è un disco molto importante per noi, è un passo avanti. Abbiamo descritto quello che ci succede intorno nel modo che ci viene più naturale, ovvero attraverso la musica; il momento storico difficile che viviamo non ci permette di perdere tempo: rischiamo di dimenticare che le cose più importanti, come gli affetti o la certezza di un futuro, meritano una “lotta” quotidiana perché spesso
potrebbero solo sembrare irraggiungibili.Solo Buone Notizie Cover HD_bassaUscita17, come vi è venuto in mente questo nome per la band?

È stata un’idea del padre di Emanuele e Federico. È stato lui ad avercelo proposto durante il viaggio in macchina verso casa il giorno precedente al nostro primo concerto. Ce lo siamo tenuto e, visto il numero, anche sfidando coraggiosamente la sorte. La cosa che non tutti sanno è che si scrive “tuttoattaccato”.

Cosa vi ha unito e convinto per cominciare una storia musicale insieme?

La voglia di diventare musicisti di professione. Il nostro sogno più grande è sempre quello di poter abbandonare i nostri lavori paralleli e riuscire a mandare avanti una casa con la nostra musica.

Primo brano, “In un uomo”, datato 2006, quindi tanta gavetta.

Tanti concerti. Tanti musicisti e tante band, tante non ci sono più, tante le conoscevamo prima di tanti altri. Ma anche tanta esperienza, tante delusioni che alla fine ci hanno fatto crescere… Tanto.Uscita17_00 copiaDopo la partecipazione a diversi festival, ecco l’uscita del primo disco, nel 2010, con “Numero primo”, quindi tanti concerti da vivo. È davvero così dura la vita professionale delle band della capitale?

Certamente. A Roma ci sono quasi 20.000 band, quindi non lo diciamo noi ma il mercato (anche se non ci piace chiamare così la scena musicale), il quale si muove in base ai gusti di chi la musica la va a vedere ai concerti e la acquista solo se la vede live. Quindi la cosa fondamentale è saper suonare perché la qualità paga sempre e solo così puoi avere una fan base che ti possa aiutare a coltivare il tuo sogno.

Comunque, dopo tanto lavoro, le soddisfazioni arrivano, come l’apertura dello spettacolo di Antonio Rezza.

Sì. Ma anche l’apertura ai Marlene Kuntz. Che ci è stata proposta solo perché siamo piaciuti al direttore artistico del locale e non per delle conoscenze. Quindi lo stesso ritornello: il lavoro paga e la qualità non mente.

Il nome Pierluigi Ferrantini, cosa vi fa venire alla mente?

Una persona fantastica. Lo abbiamo conosciuto, per caso, il giorno del compleanno di Federico. Lui rappresenta lo stile che tutte le band dovrebbero avere: essere coerenti, corrette e altruiste… Soprattutto in una realtà, quella romana, dove la collaborazione è merce sempre più rara.

“Bombatomica tour”, cosa devono attendersi i vostri fan?

Un concerto esplosivo. Siamo partiti il 7 febbraio proprio da Roma e andremo in giro per tutto lo Stivale fino ai primi di maggio con un solo imperativo: trasmettere tutta l’energia dal palco a chi ci ascolta. Non rimarrà deluso!

Per il futuro quali sono i programmi?

Continuare così, suonare e portare Solo Buone Notizie in giro: l’Italia deve sapere che ci sono cinque ragazzi della periferia di Roma che hanno deciso di vivere con la loro musica e ci vogliono riuscire.

Di Alessandro Lentini ©FAMEMAGAZINE.co.uk

facebook.com/uscita17

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