SETA1I Seta sono Luca Tosato (voce), Rudy Boss Ferrarese (basso), Alberto Rossetti (tastiere/synth), Lorenzo Meuti (chitarra), Matteo Ortolani (batteria), ‘Per Un Giorno In Più’ e’ il loro primo singolo tratto dall’ottimo disco ‘Interferenze’ (Atomic Stuff Records).



L’Electro/Rock band Veronese ci parla di emozioni live, evoluzioni, critiche ed Interferenze…

Banale chiedere il perchè di questo nome?

Guarda tutto sommano non è tanto banale. Il nome è nato un po’ per caso e altrettanto casualmente il suo significato ha preso forma nel tempo.“Seta” nell’est Europa viene usato nei cartelli stradali per indicare la presenza di lavori in corso e ci piaceva l’idea di usare questo nome che rappresentava un po’ il nostro progetto che stava prendendo forma ed era in continua evoluzione.

Poi ha trovato il suo significato anche in italiano. La seta è una stoffa pregiata ma che deriva da una cosa semplice e naturale come il baco; insomma è un po’ come la nostra musica, una continua ricerca di suoni e di melodie sempre più affinate ma che vengono dal cuore e nascono giorno dopo giorno in sala prove.SETA2Vi siete incontrati dopo che ognuno ha effettuato un proprio percorso professionale. E’ stato un colpo di fulmine?

A direi il vero io, Alberto e Rudy abbiamo iniziato a suonare assieme oltre un decennio fa. Lorenzo e Matteo sono arrivati successivamente ma comunque si, è stato un colpo di fulmine.

Come suddividete i compiti all’interno della band?

Non abbiamo una vera e propria suddivisione di compiti, diciamo più che altro che la maggior parte delle idee e del lavoro partono dalle basi synth di Alberto e poi attorno a questo cerchiamo di costruire i brani e il nostro sound. In questo modo ogni elemento riesce a portare le proprie caratteristiche nella musica che facciamo. E’ per questo motivo che nel disco si vedono molte influenze diverse.

Parliamo del vostro primo lavoro “Interferenze”, uscito i primi di settembre. Potete raccontarci come è nata l’idea?

L’idea a dire il vero è nata dopo che 2 autori vicentini (Alessandro Castagna e Stefano Porta), colpiti dalla nostra musica, ci hanno dato dei testi inediti su cui lavorare. Una volta iniziato è stato subito chiaro quale sarebbe stato l’obiettivo, ovvero un disco di inediti.

C’è voluto un po’ di tempo per capire quali suoni usare e che musica sviluppare. Non siamo partiti con un genere musicale in testa, avevamo delle idee, ma a noi piace dire che non siamo stati noi a sceglierlo, è lui che ha scelto noi.

C’è un brano a cui siete più legati?

Siamo legati a tutti i brani del disco, ed ognuno di noi ha il suo preferito ma sicuramente il brano che racchiude l’essenza della band è sicuramente Istante. Diciamo che è il brano che meglio ci rappresenta e al suo interno sono presenti le influenze musicali di ognuno di noi; una sintesi della band insomma.SETA3Il vostro intento è quello di andare diretti all’anima di chi ascolta. Un obiettivo importante.

Si è vero è un obiettivo importante ma penso che il sogno di ogni musicista sia quello di stupire l’ascoltatore e di catturare la sua attenzione e non è facile, in particolar modo cantando canzoni in italiano. Ma abbiamo cercato di fare del nostro meglio per cercare di raggiungere questo risultato. Speriamo di esserci riusciti.

Come vi collocate nel panorama musicale italiano e, c’è un’artista o una band a cui ci siete ispirati?

A dire il vero ci sono molti artisti a cui ci siamo ispirati, quindi non ne abbiamo uno in particolare. Il genere che forse si avvicina di più a quello che facciamo forse rientra nell’Electro/Rock. Come dicevamo prima infatti proveniamo tutti da generi musicali diversi, basti pensare che gli artisti preferiti spaziano dai Jane’s Addiction, passando per gli Alter Bridge e i Nine Inch Nails, fino ad arrivare agli italiani Subsonica e Bluvertigo.

Il pianeta musica è fatto di successi ma anche di tanti scivoloni e critiche. Come vi ponete di fronte ad essi?

Le critiche sono sempre ben accette in particolar modo se sono costruttive. Infatti insieme al nostro ufficio stampa abbiamo deciso di far recensire il nostro disco anche a gente vicina al mondo metal/hard rock per capire cosa ne pensavano del nostro lavoro che dista molto dal loro genere musicale, sapendo che avremmo avuto anche delle critiche proprio in virtù di questa diversità, ma lo abbiamo fatto perché pensiamo che potrebbero farci notare cose e sfaccettature che a noi sembrano scontate e che magari invece ci possono aiutare a crescere.

L’emozione della musica live. Quali sono normalmente le vostre sul palco, di fronte ad un pubblico vero?

Il live è un po’ come una gara per un atleta, ci sono dietro tanti sacrifici e tanto allenamento per arrivare poi al momento in cui ci si deve mettere in gioco. L’emozione di un’esibizione live è sempre tanta e probabilmente un’artista non arriverà mai preparato al palco perché ogni volta è una nuova sfida.
SETA4Forse è proprio questo a rendere speciale il “fare musica”. E’ una cosa difficile da spiegare a parole e a chi ce lo chiede rispondiamo che dovrebbe almeno una volta provare a mettere piede su un palco per capire le emozioni che si provano realmente.

Cosa state progettando per il vostro futuro?

Il disco è stato una partenza e abbiamo ancora tanto da dire e infatti stiamo già preparando le basi per iniziare un nuovo progetto. Quindi nel nostro futuro c’è sicuramente un nuovo disco anche se per il momento le nostre energie sono più concentrate sulla promozione live di Interferenze.

Grazie Fabrizio per le quattro chiacchere fatte in tua compagnia, è stato davvero un piacere. Un saluto agli amici di Fame Magazine.

Di Sandro Lentini ©FAMEMAGAZINE.co.uk

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