Bossini1#acasatour è il mini-tour innovativo e fuori dagli schemi, portato avanti e appena terminato con “piccolo grande successo” da Niccolò Bossini, il bravissimo chitarrista di Ligabue. Per la prima volta in Italia un artista si è esibito direttamente a casa dei suoi fans…Un vero e proprio concerto rock nel salotto delle abitazioni delle abitazioni dei fans, per loro, i parenti, gli amici…


Ecco “Alcatraz”, l’estratto dal nuovo EP #Secondolavoro, registrato ai famosi Sound City Studios di Los Angeles (quelli di Nevermind dei Nirvana…).

Nicolò Bossini, è noto per essere il chitarrista di Ligabue, ma chi è Nicolò?

Niccolò Bossini è un ragazzo di 35 anni che da quasi 25 imbraccia una chitarra, canta e scrive canzoni. Dal 2005 faccio parte della crew di Luciano come musicista, ma ho suonato anche con i Raw Power (1 disco e svariati tour americani all’attivo con loro) e con i Teachers. Da 3/4 anni ho un mio progetto solista.

Più un peso od un aiuto questo trascorso nella band della rockstar italiana?

Un aiuto sicuramente! Suonare con Luciano mi ha reso fattivamente un professionista della musica e questo mi ha cambiato la vita. Poi, per usare un gergo calcistico, si dice sempre che a mettere i giovani di fianco ai campioni poi i ragazzi maturino.. In più le esperienze fatte in questi anni sono davvero impagabili e inarrivabili.

Naturalmente poi, nell’affrontare una carriera solista, questa cosa implica delle controindicazioni. Sono stato un fan di qualcuno anche io una volta e so che i fan tendono ad innamorarsi di una situazione e vogliono che questa rimanga immutabile, eterna. Quindi se uno è “il chitarrista di” difficilmente si stacca da quel ruolo. Penso però che se questo qualcuno ha davvero qualcosa da dire (pur nella difficoltà di convincere gli scettici) prima o poi ce la fa.

Hai portato avanti un’iniziativa nuova nel suo genere, #acasatour, ne puoi parlare?

Certo. Avevo bisogno di spazio per promuovere il mio secondo EP, #secondolavoro. Uno spazio inteso come locali dove andarlo a presentare, dal vivo. Ma per chi fa musica propria ce ne sono pochi disponibili, anche per uno che di primo lavoro fa “il chitarrista di”. Quindi ho fatto di una necessità una opportunità. E cioè creare rumore attorno a questo tipo di tour, che nessuno aveva mai fatto prima in Italia. Andare a suonare nei salotti dei nostri fan.Bossini5Un vero e proprio concerto in casa insomma?

Si! Arriviamo a casa dei fan con impianto voce, batteria, amplificatori, una scenografia e i fari. Facciamo un concerto rock, ad alto volume, con la gente che balla e canta le mie canzoni. E’ in miniatura ma è un concerto vero.

Lo scorso 26 gennaio, si è conclusa questa prima esperienza. Hai già tirato le somme?

Si, è stato davvero un piccolo grande successo. La gente ai concerti era indemoniata, è stato un momento unico di fidelizzazione del pubblico. I media ne stanno parlando tantissimo e abbiamo molte richieste da altra gente. Pensiamo che l’esperienza si possa trasformare in un vero e proprio tour.

Parliamo del tuo brano, Alcatraz e del tuo Ep “Senzalavoro”?

#secondolavoro è nato in casa, forse è per questo che abbiamo pensato di fare un #acasatour. E’ nato dal lavoro fatto con la mia band e il fonico/produttore Paolo Alberta a casa di Matteo Tagliavini (chitarrista). A Novembre del 2012 avevo 4 pezzi, mi piacevano e abbiamo provato a registrarli da lui. Sono venuti benissimo. Per gli altri due invece siamo andati lontanissimo da casa, a Los Angeles, ai mitici Sound City Studios. E’ un bel disco, da quando è fuori la gente ai concerti ha mollato il freno. Si trova nelle piattaforme digitali tipo Itunes e costa davvero poco: 2,99€.Bossini2Alcatraz, è stato per anni, l’emblema del carcere perfetto. Bossini, si è mai sentito imprigionato da qualcosa o da qualcuno?

Certamente. Non ho mai gradito le imposizioni, ma in questo non sono diverso da tanti altri. Forse sono un po’ diverso nel cercare sempre un piano per fuggire, non riesco davvero a stare in un posto in cui non mi va di stare. E per “posto” intendo un luogo, una situazione, una relazione.

“Non so perchè scappiamo sempre da tutto, ma dobbiamo farlo. E siamo talmente abituati a farlo che a volte scappiamo anche dalle cose di cui non dovremmo scappare.” Sono parole tue. Da cosa scappa Nicolò Bossini e più in generale l’essere umano?

Io non so da cosa scappi l’essere umano, però una vasta categoria di persone (di cui io faccio parte) ha bisogno di scappare. Per trovare qualcosa di diverso, di nuovo. Per riuscire a continuare a provare qualcosa.Bossini4Come vedi il futuro del settore discografico e musicale italiano?

Male. Non consiglierei ad un ragazzino di intraprendere questo mestiere in Italia.

Cosa vorresti fare in futuro, che progetti hai?

I progetti cambiano quando arrivi a destinazione. Io ora sto lavorando a tutte le cose che ti ho detto in questa intervista e mi sento ancora lontano dalla destinazione. Quindi mi accontento, per il momento, di pensare a questo. Però, per dirti qualcosa di diverso, mi piacerebbe un giorno poter fare della radio.

Di Sandro Lentini ©FAMEMAGAZINE.co.uk

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#acasatour photos by Fabio Beretta