LE CHIAVI DEL FARO: “SIAMO IN CONTINUA E PERENNE EVOLUZIONE”

Le chiavi del faro1Le chiavi del faro sono un energico trio che spazia dal funk al prog fino ad ambientazioni sonore inedite, ci parlano del loro primo album “La furia degli elementi”, di creare musica in completa libertà e di coraggio di rischiare…

Perché “Le chiavi del faro?”

Abbiamo impiegato quasi un anno a darci un nome, non perché volevamo cadesse dal cielo, ma perché eravamo costantemente impegnati nella creazione musicale, e volevamo che, come essa, uscisse spontaneamente.

Se vogliamo trovare una risposta fantasiosa possiamo dire che le chiavi aprono, mentre il faro illumina.
Le chiavi del faro2
In passato avete affermato di volere, come unico scopo, creare musica in completa libertà.

Nel passato e nel presente. Il nostro intento è quello di sputare fuori suoni, brani ed album che provengano dalla nostra unica mente, e non da quelle altrui. Non ci infiliamo in nessun tipo di gabbia che possa limitare la nostra creatività ed unicità. Siamo in continua e perenne evoluzione.

Oltre a creare per voi stessi, lavorate anche per altri artisti. Dove prendete l’ispirazione?

Collaboriamo soprattutto con noi stessi. Oltre a LCDF abbiamo altri progetti paralleli avviati, che sono “La visione, l’ombra e le forme” e “ADA”.

La nostra più proficua ed interessante collaborazione esterna è quella che portiamo avanti con i nostri amici e video maker “Lie Till Die”, realizzando brani per i loro cortometraggi e film.

L’ispirazione può arrivare in ogni momento e in ogni situazione. Il nostro stile compositivo ci permette di avere infinite possibilità.

Su quale genere musicale siete indirizzati?

Verso tutti e verso nessuno in particolare. Prendiamo spunti ma non imitiamo. Perseguiamo il genere “Le chiavi del faro”.

Venite da Gubbio, nella regione dell’Umbria Jazz Festival. Quanto hanno inciso nella vostra crescita i tanti artisti che sono passati nella vostra terra?

Moltissimo! Negli anni passati ci siamo potuti godere spettacoli, fra gli altri, di James Brown, Parliament/Funkadelic e Sly and the Family Stone, che sono anche alcuni dei nostri più importanti ispiratori. Non solo, anche moltissimi artisti di strada che sapevano il fatto loro ci hanno trasmesso motivazioni.

Poi e’ giunto il vostro primo lavoro, “La furia degli elementi”. Di cosa si tratta?

Si tratta di musica fluida. È qualcosa di puro e di profondamente vero. Ha lo scopo di liberarti dalla banalità e di staccarti dal cordone ombelicale che ti impedisce di essere ciò che vuoi essere.

Undici brani dove avete toccato svariati generi musicali. Come mai questa scelta?

Non abbiamo preso nessuna scelta, siamo solo noi che suoniamo. Non è un album pensato e ragionato a tavolino, anche se curato nei minimi dettagli. Dalla mente ha attraversato il cuore e passando per le braccia è arrivato agli strumenti.

Ad un certo punto abbiamo pensato che fosse il momento giusto di racchiude questo nostro periodo in un album e lo abbiamo fatto. Per esprimere il nostro pensiero nel miglior modo possibile abbiamo utilizzato diversi strumenti, acustici, elettrici ed elettronici.

Un disco auto prodotto, perché non supportati da una casa discografica. Che progetti avete per il futuro?

Capiamo che nessuno abbia avuto il coraggio di rischiare con noi, ma il lato positivo è la totale assenza di obblighi, impedimenti e costrizioni, fisiche e mentali.

Per ora siamo felicemente supportati dall’ufficio stampa ChainS – Press and Promotion, che sta lavorando per diffondere il nostro nome.

Musicalmente parlando cercheremo di far ascoltare il nostro album a più persone possibili grazie ad una serie di concerti che ci porteranno in giro per Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna e Campania tra la fine dell’ anno e l’inizio del 2014.

Abbiamo già pronti alcuni brani per un nuovo EP che farà da trampolino al nostro secondo album, al quale stiamo già lavorando da un po’ e che registreremo a breve, presso gli studi Al Fondino di Gubbio.

Di Sandro Lentini ©FAMEMAGAZINE.co.uk

facebook.com/lechiavidelfaro

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