IO NON SONO BOGTE – INTERVISTA: “LI’ FUORI C’E’ ANCHE DELL’ALTRO E QUELL’ALTRO E’ BELLISSIMO”

io sono b2La band romana Io Non Sono Bogte, con la loro ottima musica, parole intelligenti e provocatorie, fa’ luce sull’omofobia in maniera semplice ed efficace. Il pezzo ‘Papillon’ e’ estratto dall’ottimo album d’esordio ‘La discografia è morta e io non vedevo l’ora’, “è una metafora perfetta di ciò che significa essere gay oggi in Italia”. La band ci parla di LGBT, Rock in Italia e luoghi comuni.



Inanzitutto, complimenti per il coraggio (e bravura) che avete ad affrontare il problema dell’ omofobia in Italia. Come giudicate il feedback da parte della stampa italiana alla vostra (anche se molto intelligente e con ottima musica) “provocazione” del video ‘Papillon’ e quindi della gente?

Alcuni media hanno ben accolto il videoclip: penso a Il Fatto Quotidiano, o MTV New Generation, che ci hanno dato grande spazio. Altri invece hanno preferito evitare di trasmetterlo e di farlo girare, ritenendolo forse eccessivo e di cattivo gusto. Pazienza, ognuno ha la propria opinione, per noi va bene così!

Il vero aiuto lo stiamo ricevendo dalle varie associazioni LGBT, che lo stanno facendo girare e ci stanno inserendo nei loro eventi estivi.IO NON SONO BOGTECome e’ andata ai vari live shows durante il Gay Pride?

Tanta gente, tanto divertimento. Il Gay Pride è una festa bellissima, diffidate di tutti quelli che, forse per darsi un tono, si limitano a criticarlo utilizzando i soliti tre/quattro luoghi comuni, del tipo “è una carnevalata insensata”. Certo che è una carnevalata, ma è tutt’altro che insensata. E’ un momento di gioia e condivisione, e inviterei tutti a partecipare. io sono b1Potete spiegare come siete arrivati alla scelta del nome della band : Io Non Sono Bogte?

Il nome del progetto nasce da un percorso tutto personale, è qualcosa di molto intimo, e per me significa molto. Bogte è un lato di noi, solo un lato, e mi piaceva sottolineare che non siamo costretti ad essere sempre come lui. Possiamo scegliere da soli cosa essere, e vivere come meglio crediamo.

Ci spiegate l’idea / ispirazione dietro il vostro album ‘La discografia è morta e io non vedevo l’ora’ ? Cosa intendete dire con “La discografia e’ morta”?

Il titolo dell’album è strettamente legato al libro che ho pubblicato a fine 2011, ‘Rock In Progress’. Dopo una lunga serie di interviste sul mondo della musica e della discografia, era evidente il modo in cui oggi, l’intero sistema discografico, nel quale possiamo inserire anche i grandi network radiofonici e televisivi, è al collasso, e se non ricomincia ad investire in progetti a lungo termine, è destinato a soccombere alle innumerevoli nicchie che acquisiscono sempre più potere, tra cui anche la musica indipendente.

Al di là di questo l’album parla poi di tutt’altro: è fortemente autobiografico, e le proprie vicende personali si intrecciano con i disastri della società in cui viviamo attualmente. IOCome e perché avete deciso di formare una band?

Perché purtroppo la musica è qualcosa che ci piace ancora molto, e della quale non possiamo fare proprio a meno!

Quale e’ il sogno di Non Sono Bogte?

Raccontare a più gente possibile un’alternativa, contribuire a spiegare che lì fuori c’è anche dell’altro, e quell’altro è bellissimo.

Quanto sono importanti per voi i live shows? E i video?

Video e live sono gli strumenti più importanti che oggi una band può avere a sua disposizione. Poniamo molta attenzione su entrambi: girare un videoclip significa per esempio dare un valore aggiunto alla canzone, riprenderne il discorso e svilupparlo ulteriormente, è bellissimo. Per quanto riguarda i live invece, lavoriamo per realizzare un vero e proprio spettacolo, e per aggiungere, ancora una volta, qualcosa in più alle singole canzoni.

Come trovate la scena rock in Italia oggi?

Fantastica, è un momento molto bello per il rock. Ci sono tantissime band che valgono e che riescono a fare numeri importanti in tutta Italia. Purtroppo però c’è anche tanta, troppa carne sul fuoco, e c’è il rischio che così la scena rock si intasi di nuovo e perda potenza comunicativa.

Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi?

Suonare, suonare e suonare. Finalmente usciremo da Roma, e ci butteremo in giro per l’Italia, è un momento molto importante. Allo stesso tempo abbiamo in programma la realizzazione di un quarto videoclip, e stiamo lavorando su alcuni pezzi nuovi.

Che musica ascoltate e quali libri leggete durante i vostri tour?

Tanta musica italiana, di tutti i generi e di tutte le forme. Per quanto riguarda i libri invece, personalmente sto leggendo l’ultimo di Saviano, e mi sta piacendo molto.

Io Non Sono Bogte sono:
Daniele Coluzzi – voci e chitarre acustiche
Carlotta Benedetti – chitarre elettriche
Federico Petitto – basso
Dario Masani – batteria

Foto di Marzia Antinori

facebook.com/Io-Non-Sono-Bogte

Di Fabrizio Belluschi ©FAMEMAGAZINE.co.uk

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