Una scena del film di Mauro Bolognini ‘Bubu de Montparnasse’

Una scena dal film di Mauro Bolognini ‘Bubu de Montparnasse’

Nasce la nuova collana Participio Passato con cui le Edizioni Libreria Croce si lanciano alla riscoperta dei classici della letteratura internazionale.

Riscoprire i classici significa recuperare le radici, rintracciare le matrici originarie della storia del nostro pensiero e del nostro sapere tecnico. Significa recuperare ispirazioni, specie in un momento in cui la letteratura è ingabbiata in schematismi meccanici e di maniera, e l’arte, in genere, difetta di originalità e di voglia di sperimentazione.

Ad aprire i battenti due opere che hanno rappresentato, ciascuna nella propria epoca, uno spartiacque significativo nell’evoluzione del gusto letterario:

C.-L. Philippe, Bubu de Montparnasse, 128 pagine, euro 9,90. Traduzione italiana di Fabio Libasci. Con uno scritto di André Gide.

J. Conrad, Il negro del Narciso, 192 pagine, euro 9,90. Traduzione italiana di Salvatore Asaro. Con uno scritto di Italo Calvino.

Un affresco realistico e audace della Parigi della Belle Époque e della sua vita dei marciapiedi è invece il motivo di interesse di Bubu de Montparnasse, il romanzo che impose il talento inequivocabile del giovane e squattrinato Charles-Louis Philippe nella raffinata cerchia della gente del mestiere e sancì la sua consacrazione artistica.

L’opera è un’elegia degli umili e degli offesi, il cui mondo è descritto con venature ora di crudezza e pietà, ora di doloroso umorismo: mentre Oscar Wilde, alla fine dell’anno 1900, moriva a Parigi, C.L. Philippe concepiva un romanzo che avrebbe raccontato ai posteri la tragedia che ha colpito tanti uomini e tante donne dell’epoca, la sifilide.

Il negro del Narciso è, di certo, il romanzo che ha determinato l’inizio della fase letteraria più produttiva per lo scrittore inglese Joseph Conrad, considerato uno dei maestri della prosa moderna. Un romanzo che si rivela un’allegoria sul tema della solidarietà e dell’isolamento, in cui il microcosmo della nave, con le sue dinamiche oscillanti tra la condivisione e il gioco di potere, è chiaramente una proiezione simbolica, in scala ridotta, della società umana.

Recensione – Bubu de Montparnase
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Bubu de Montparnasse è una sorta di ménage à trois: Berthe Metenier è una ragazza ventenne, di professione fiorista, che decide di seguire Maurice Bélu, detto Bubu, e di concedere il suo corpo al miglior offerente; Maurice, il protettore, colui che “prende le donne in mano e le plasma”, ha scelto Berthe per la sua bellezza e l’ha resa oggetto del suo piacere e merce di scambio per il suo lavoro; infine Pierre Hardy, un giovane provinciale arrivato a Parigi, si innamora di Berthe, la trotteuse conosciuta sul Boulevard Sébastopol.

Un’opera che impose il talento inequivocabile del giovane e squattrinato Charles-Louis Philippe nella raffinata cerchia della gente del mestiere e sancì la sua consacrazione artistica. Un’opera che è l’elegia degli umili e degli offesi, il cui mondo è descritto con venature ora di crudezza e pietà, ora di doloroso umorismo.

Da questo romanzo è stato tratto il film di Mauro Bolognini Bubu de Montparnasse (1971).

Recensione – Negro del Narciso
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Il negro del Narciso è considerato il punto di partenza della fase migliore dell’attività letteraria di Conrad. La traversata del veliero Narciso procede tranquilla finché si scopre che Jimmy, un marinaio di colore, ha una malattia che lo rende inabile al lavoro.

La malattia peggiora, così come il tempo e il mare con l’approssimarsi della nave al Capo di Buona Speranza. Quando la tempesta si scatena, le condizioni dell’uomo si aggravano e la sua sorte sembra segnata. Non è chiaro se le avversità stiano inseguendo proprio Jimmy oppure la nave.

La tempesta non è soltanto sul mare, ma anche nel cuore degli uomini: i marinai si sentono lacerati tra la pietà e il disprezzo, tra il dovere morale di assistere il malato e la paura del contagio, il timore irrazionale di avere un morto a bordo e il riprovevole desiderio di liberarsene.

Il romanzo è un’allegoria sul tema della solidarietà e dell’isolamento: il microcosmo della nave, con le sue dinamiche oscillanti tra la condivisione e il gioco di potere, è chiaramente una proiezione simbolica, in scala ridotta, della società umana. Una storia di mare, quindi, ma soprattutto uno studio di psicologia collettiva, un’indagine sulla natura dell’uomo, un’ipotesi poetica sul suo destino.

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