beltrami1‘Intorno’ è l’ottimo debut album della band partenopea dei Beltrami (BulbartWorks). Dieci brani con testi che prendono spunto dal mondo che ci circonda, con un sound tra musica leggera cantautorale, alternative rock e sonorità puramente jazz…


I Beltrami – Giampiero Jum Troianiello (voce, chitarra), Pasquale Omar Caldarelli (chitarre), Carmine Franzese (chitarre), Mario Urcioli (basso), Pasquale Rummo (batteria) – ci parlano della loro musica, della squadra giusta e molto di più…

Come siete cambiati dai tempi di “Scrivere Storie” del 2009?


“Scrivere Storie” è un lavoro che deriva da un progetto appena iniziato, con altri intenti e idee per la testa. Il progetto viveva una sua, piccolissima, parentesi solista. Siamo molto diversi da allora ma siamo rimasti molto legati a quello che ha rappresentato l’inizio di questo percorso, così tanto da aver scelto una canzone (“Solo per esser noi”) da quell’ep ed averla riportata nel nostro disco “Intorno”.

Che cosa vi ha spinto a lavorare per un anno sul progetto ‘Beltrami’?


La volontà di portare avanti un qualcosa in cui sentirsi “a casa”, ricreare un ambiente ricco di sinergia e di costruttività. Queste sono state le premesse che, poi, ci hanno fatto balzare in testa l’idea del disco, idea che è diventata realtà poco tempo dopo, per fortuna.beltrami2Ci parlate un po’ del secondo singolo “Tu, il mare”?

“Tu, il mare” è un pezzo del quale siamo molto orgogliosi per la sua capacità di essere versatile, di essere riuscito ad arrivare a tanti animi diversi tra loro tanto da esser diventato il secondo singolo per una scelta arrivata quasi sotto forma di richiesta da coloro che ci seguono da un po’.

La canzone, più che soltanto una canzone d’amore è una canzone di esortazione, di complicità e, quasi, di richiesta d’aiuto. Metaforizzare tutto ciò usando il vento e il mare contribuisce sicuramente all’immediatezza del brano ma anche alla misura di ciò di cui si parla, dell’immensa grandezza di cose che, in realtà, tutti viviamo nell’arco della nostra vita e che dobbiamo sempre stare attenti a non sottovalutare.

Cosa provate quando suonano una vostra canzone alla radio?

La consapevolezza di star facendo dei piccoli passi in avanti mischiata alla sensazione di cui prima, la possibilità di permettere a qualche persona in più di “ricevere” un nuovo brano e, di conseguenza, di viverlo a proprio modo facendogli assumere forme nuove, nuova vita, come destinato ad ogni creazione.
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Come vi siete conosciuti?


Come molti, il nucleo fondamentale deriva da esperienze scolastiche comuni. Le prime feste del liceo, le band formate per l’occasione, gli incontri targati “vediamoci, suoniamo un po’!”. Il resto l’ha fatto la musica, il passaparola, gli eventi e, non ultima, la nostra voglia di portare avanti un progetto che avesse sempre 5 elementi fissi.

Qual è stato l’ostacolo più’ grande nella vostra carriera musicale?


Indubbiamente la decisione di fare un disco e di iniziare a costruire qualcosa, a portare avanti con criterio il progetto, ci ha portati a scontrarci con i vari ostacoli che portano con se gli inizi in genere. Su tutti, sicuramente la scelta di una “squadra” con gli elementi giusti, interni e esterni, per una collaborazione sana è stato l’ostacolo che ha pesato di più. Ma pian piano stiamo risolvendo anche quello.

Con chi vorreste fare un tour o fare una collaborazione?

L’elenco di nomi sarebbe davvero lungo se sommassimo le preferenze di ognuno di noi. In linea generale, però, l’argomento ci sta molto a cuore ed è una cosa che cercheremo di fare sempre il più possibile. La collaborazione è alchimia, è feeling, è costruzione di un qualcosa che si basa su un rapporto di stima reciproca alla base.

Riuscire ad ottenerla con un personaggio di calibro maggiore al nostro e del quale abbiamo stima è sicuramente un elemento stimolante che ci spingerebbe a fare sempre meglio, così come è successo nel caso di “Prima o Poi”, traccia di Intorno che abbiamo avuto il piacere di condividere con Roberto Angelini, dal quale abbiamo imparato tante cose.

Preferite suonare in studio o dal vivo?


Su questo siamo un po’ divisi. Alcuni di noi hanno trovato, durante le registrazioni del disco, nello studio l’habitat naturale per esprimere il loro modo di vivere la musica, di concepirla e percepirla.

Altri preferiscono di gran lunga il live, il momento in cui ogni volta cantare una canzone è come se fosse la prima, perché tutto cambia e si modifica in base alla percezione che la gente che hai di fronte ha e dall’interazione che, di ritorno, si genera. Dovendo scegliere, però, penso che tutti noi sceglieremmo il live, proprio per quest’ultima caratteristica.

Che musica ascoltate?


Anche per questa domanda l’elenco è lunghissimo se sommiamo tutti gli ascolti di ogni membro della band. Spaziamo veramente in generi, contesti ed epoche musicali. La cosa fondamentale è sempre riuscire a riportare i propri ascolti e far sì che negli insiemi, seppur diversi, si creino e si sfruttino delle intersezioni tra gli elementi della band, che possano fare da ispirazione o, molto meglio, da indotto tramite il quale spiegare un’idea, una sensazione, nella continua ricerca del proprio sound.

Dove possiamo vedervi live?


Il nostro tour ha date in continuo aggiornamento, per questo vi consigliamo di tenere sempre d’occhio la nostra pagina facebook per qualsiasi news. La data più vicina in termini di tempo sarà in provincia di Salerno, al New James Joyce, il 28 Dicembre.

Di FB ©FAMEMAGAZINE.co.uk

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