andrea panatta1Andrea Panatta, nato a Roma quarant’anni fa, si occupa ormai da tempo di spiritualita’ e terapie energetiche.

Ha studiato e praticato il Pranic Healing ed e’ appassionato di tecniche di guarigione legate al mondo dell’energia. Da quattr anni si occupa anche dei corsi di Igor Sibaldi ‘I Maestri invisibili’. In questa chiacchiererata con Sandro Lentini, ci spiega il suo legame con il Qigong.

Cosa e’ il Qigong?

Qigong è un termine piuttosto recente per indicare una serie di pratiche che tendono al miglioramento della circolazione dell’energia vitale nel corpo, il cosiddetto Qi o Prana. Questi esercizi provengono da antichissime tradizioni, per lo più taoismo e medicina cinese, e la loro sistematizzazione ha dato origine a migliaia di diversi stili. Quello su cui mi sono concentrato è una serie di esercizi che pratico da anni per il rafforzamento del corpo fisico, la risoluzione di problemi e disturbi, e per attivare la percezione dell’energia sottile.

Come viene strutturata una lezione?

Le lezioni sono eminentemente pratiche, ma ogni tanto fornisco anche delle nozioni di fisiologia, anatomia energetica, filosofia taoista e medicina cinese. Essendo una persona molto pratica preferisco che i partecipanti apprendano tutte queste cose per via intuitiva attraverso la pratica degli esercizi che sono sicuramente l’aspetto più importante. La mia idea è che il Qigong sia autoesplicativo e che la spiegazione della teoria occorra solo alla mente per credere di capire qualcosa che è, alla fine, solo esperienziale.

A metà corso quando gli studenti sono tutti in grado di percepire chiaramente l’energia vitale, spiego dei semplici esercizi di emissione del Qi, affinchè possano lavorare su disturbi loro o di altre persone in maniera semplice e sicura.andrea panatta2Si possono accostare, almeno in parte, il Qigong e la meditazione?

Direi proprio di si. Il Qigong è essenzialmente una forma di meditazione. La pratica, sia in piedi che da seduti, richiede che si vada in uno stato di rilassamento molto profondo e che si abbia una qualità di presenza molto elevata, tipica delle forme più potenti di meditazione, come la vipassana ad esempio. Oltre a questo il Qigong che insegno è diviso in due parti, una parte di esercizi fisici che servono a preparare il corpo alla circolazione dell’energia, e una forma molto specifica di meditazione seduta che serve a generare un grande quantitativo di Qi e a farlo circolare nel corpo.

Quali sono le prospettive future di questa pratica?

Il Qigong, e in generale tutte le discipline energetiche, stanno incontrando molto favore all’estero da quello che leggo su siti internet e da quello che mi riportano le testimonianze di colleghi. Addirittura alcuni ospedali istituiscono centri dove si può lavorare con l’energia sulle malattie fisiche, e ho avuto notizia di alcune università statunitensi che hanno dato crediti formativi a coloro che erano qualificati in qualche forma di lavoro con l’energia.

Anche in Italia vedo che l’interesse è molto maggiore di un tempo, dovunque sento dell’apertura di corsi, scuole e centri di formazione il che è una bella notizia davvero.andreapanatta3In questi tempi, quale è il segreto per vivere degnamente, curando sia l’aspetto pratico che spirituale. In pratica, è necessario diventare un eremita per poter ritrovare se stessi?

Onestamente non credo all’eremitaggio, all’ascesi e alla rinuncia, né al discorso secondo il quale la spititualità e la materia vadano separate. Sono anni ormai che sono un fautore del portare la spiritualità nella pratica (tanto da aver aperto un blog e aver organizzato negli anni alcuni corsi dal titolo ‘Spiritualità pratica e strumenti della coscienza’). Per vivere degnamente dovremmo cominciare ad accorgerci che il vecchio modello basato sull’ottenimento, sul risultato, sull’avere cose, insomma la vecchia energia Yang, non funziona più bene.

Dovremmo cominciare a curare la sindrome dell’altrove, quella sindrome dalla quale nessuno è immune, secondo la quale non possiamo mai essere felici se prima non otteniamo quella cosa, non stiamo con quella persona o non arriviamo a quell’ottenimento. Non si tratta di non avere più desideri, progetti, aspirazioni e ambizioni (come molti erroneamente credono, cadendo nella trappola della rinuncia) ma di non esserne schiavi e di non dipenderne.

La spiritualità, secondo me, dovrebbe servire alle persone a riconnettersi il più velocemente possibile con quella parte di sé più ‘alta’ – chiamiamola spirito, sé superiore, anima, fa lo stesso – che può cominciare a operare una scrematura e un filtro nei desideri, bisogni, dipendenze, attaccamenti e avversioni, di modo che questi siano in qualche modo ripuliti, resettati e resi più coscienti. Sono dell’idea che quando si è molto molto chiari con se stessi, ciò che si desidera davvero tenda a realizzarsi molto velocemente, e il motivo principe per cui questo non accade è proprio la scarsa conoscenza di sè e l’intima confusione.

Inoltre uno dei compiti del percorso spirituale, uno dei più importanti e trascurati secondo me, dovrebbe essere quello di portare gradualmente a coscienza l’inconscio e il nostro lato ombra spesso misconosciuto, maltrattato e negato. Questo lavoro porta col tempo a un aumento della felicità, della soddisfazione e dalla pace interiore e quindi a un incremento della qualità di vita, oltre che alla crescita spirituale.

Stress, spossatezza fisica, stanchezza mentale. Sono i malanni piu’ comuni dei nostri giorni. Cosa puo’ fare il Qigong?

Lo stress e l’emozione negativa sono la base di ogni blocco energetico e di quasi tutte le forme di stanchezza. I blocchi dell’energia originano blocchi fisici e blocchi della vita in generale. Lavorando col Qigong ci si adopera per dissolvere qualunque ostacolo alla libera circolazione dell’energia, direttamente (spostando il Qi con la coscienza e con i movimenti) e indirettamente (rilassando la mente, andando nello stato di ‘vuoto’, mettendo la coscienza nel corpo e non altrove). Questo garantisce alla fine di ogni sessione un notevole rilassamento che è cumulativo con l’avanzare del livello della pratica, così come cumulativo è il sentire di avere sempre maggiore energia e più forza fisica e vigore quando si pratica Qigong con una certa costanza.

Dove e come viene distribuita l’energia accumulata nel corso di una lezione?

L’energia accumulata e generata durante la pratica viene immagazzinata nei dantien, punti di immagazzinamento dell’energia situati a vari livelli nel corpo fisico. Consideriamo i dantien come delle batterie che entrano in azione quando c’è bisogno di un surplus di energia a causa di un trauma inatteso, o di un deficit da malattie o altri stress. Inoltre ad ogni fine lezione sono previsti una serie di esercizi mirati a estrarre il Qi in eccesso che eventualmente si è creato nella pratica e a ridistribuirlo equamente nel corpo per evitare effetti collaterali.

Chi è Andrea Panatta e come hai scoperto questa tua sensibilita’ verso il mondo olistico?

Mi sono sempre occupato di cercare risposte e la spiritualità in genere ha sempre rappresentato per me un campo di scoperta costante. Fino a circa 26 anni la ricerca è rimasta su un piano puramente teorico\investigativo, pur con qualche esperienza forte nel campo della meditazione nel periodo buddhista. Dopo di che per una serie di strani fenomeni che mi sono accaduti nell’arco di un anno ho cominciato a percepire e a ‘sentire’ determinate forze operanti e a darmi da fare per studiare quello che mi stava accadendo (dopo aver superato la paura di essere diventato pazzo).

A questo punto la vita mi ha spinto ad approfondire sempre di più le mie conoscenze e a portarle nella realtà attraverso lo studio di discipline che per me sono state seminali quali il Pranic Healing di Master Choa Kok Sui, il Metodo Silva, il Sistema Corpo Specchio di Martin Broffman e il Quantum Touch di Richard Gordon. Tutte discipline che hanno in comune il fatto di essere estremamente valide, pratiche e con risultati ripetibili. Da lì ho sviluppato una serie di idee e di modelli personali di lavoro che sono in continua evoluzione, sia sull’energia, che più in generale sull’essere umano e sul senso della sua incarnazione.

Parliamo invece del tuo lavoro e dei tuoi seminari. Come vengono sviluppati?

Il mio lavoro parte dalla mia esperienza di vita, e credo che sia così per chiunque insegni. In genere chi ha avuto l’esigenza di cercare risposte e ha trovato qualcosa, automaticamente diventa insegnante, istruttore, conferenziere o altro. E’ inevitabile.

Tutti i seminari fanno parte del bagaglio di strumenti che ho visto funzionare meglio nella mia esperienza con le persone, quindi in un certo senso, cerco di insegnare solo quello che è stato efficace per me. Il primo corso che ho strutturato è il lavoro sull’energia, che è il risultato della fusione personale di diverse tecniche e discipline che riguardano i corpi sottili, l’aura, i chakra e l’emissione di energia curativa (di cui il Qigong è parte integrante).

Per un largo periodo ho insegnato alcune tecniche di sviluppo psichico in un seminario omonimo ma ho smesso di farlo perchè non più in risonanza con quel modello di percezione. Dopo essermi impratichito di sciamanesimo Huna e

Ho’oponopono attraverso le opere di Serge Kahili King e Max Freedom Long ho insegnato queste materie per un breve periodo ma anche lì mi sono accorto che quello che spiegavo, sebbene funzionale, era troppo legato a simboli, riti, linguaggi e tradizioni new age, e quello che cercavo era qualcosa di più libero e più spoglio da condizionamenti. Soprattutto cercavo qualcosa di più semplice.

Da questa serie di studi nonchè dall’assidua consultazione di ‘Un corso in miracoli’ e dall’esplorazione del lavoro di Lester Levenson, è uscito fuori quello che è l’insieme di insegnamenti e di intuizioni che ho chiamato “Istruzioni per maghi erranti” un ‘non seminario’, dove spiego principii e pratiche per entrare nel proprio flusso e gestre la propria linea di vita secondo alcuni principii molto generali (non voglio dire universali perchè non conosco tutto l’universo) che funzionano molto bene una volta resi operativi.

Inoltre da diversi anni insegno il corso di Igor SIbaldi, I maestri invisibili (con il suo consenso ovviamente), per contattare le funzioni superiori della coscienza o, come vengono chiamati più comunemente, i propri spiriri guida.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In realtà il mio obiettivo unico è quello di essere sempre più in contatto con quella parte più alta di cui prima parlavo. Chiamiamolo spirito magari in questo contesto. Siccome sono convinto che lo spirito sia essenzialmente il mio miglior consigliere, il mio datore di lavoro e il mio businness partner, tutto quello che cerco costantemente di fare (e non sempre ci riesco ahimè) è di rimanere in contatto con questa parte di me per capire quale sia il prossimo passo. Quando sono riuscito a farlo, infatti, le cose sono sempre andate ottimamente bene in tutti i sensi possibili e immaginabili. Inoltre è già un bel po’ che ho iniziato a scrivere un libro, ma per un motivo o per un altro non riesco a terminarlo, e questo magari potrebbe essere un buon progetto per il futuro.

Di Sandro Lentini ©MONDOITALIANEWS.com

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